Giorgio Montanini al Teatro Parioli di Roma

la stand-up comedy italiana

Giorgio Montanini, lo stand-up comedian, al Teatro Parioli di Roma: ho preso i biglietti per la data del 20 Aprile 2019. Lo seguivo da tempo, affascinata dai suoi monologhi satirici, scomodi e scorretti, ma non lo avevo mai visto live; è stata questa la giusta occasione per vederlo, finalmente, di stare tra il suo pubblico anche con un po’ di timore, vista la sua sfrontatezza con il rapportarsi nei confronti di chi si trova lì ad ascoltarlo.

Giorgio Montanini ha origini marchigiane, è nato a Fermo, ed è dal 2008 che prova a diffondere la stand-up comedy in Italia; un lavoro difficilissimo, questo, visto l’enorme stato di puritanesimo in cui riversa il nostro Paese.

Ha partecipato ad alcuni programmi televisivi, tra i quali Nemico Pubblico del 2014, in onda sui canali Rai. Ha lavorato anche in Mediaset, per il dopo-show de Le Iene: ma dopo sole tre puntate è stato praticamente allontanato dal programma, viste le polemiche contro la sua pungente comicità.
Definirla semplice “pungente comicità” è forse poco; Montanini è sboccato, blasfemo, osceno, cinico e scurrile, ed è forse proprio questo che crea la vera satira.

giorgio montanini

La satira

Giorgio Montanini è un artista che non risparmia nessuno; colpisce, a forza di derisioni e sfottò, ogni tipo di segmento sociale, dal cristiano al musulmano, dal fascista al comunista, il bianco e il nero, uomo, donna, trans, etero, ed ogni identità sessuale esistente sulla terra.
La comicità di Montanini è diretta e sferzante: colpisce tutto l’intero pubblico, anche te che stai lì seduto al tuo posto. Ma non devi risentirti: è satira. È pura satira. È pura e semplice libertà di espressione, che ti piaccia o no.

Proprio per questo motivo Montanini non arriva a tutti, non è per la massa, o per lo meno per chi non vuole andare oltre i propri orizzonti per restare barricato dietro alle proprie assolute verità. Per le stesse ragioni è stato più volte oggetto di censura da parte del circuito televisivo e quindi tenuto debitamente alla larga dal cosi detto “grande pubblico“; l’Italia bigotta spesso non regge l’urto difronte alla crudezza spietata e assai veritiera di questo tipo di dialettica.

Basti pensare a cosa successe con Charlie Hebdo: quando nel 2015 un gruppo di terroristi uccise 12 persone all’interno della sede del giornale satirico per aver disegnato il volto di Hallah, tutti gli italiani mostrarono loro vicinanza con “Je suis Charlie”, declamando l’importanza della libertà espressiva. Un anno dopo però, in occasione della famosa vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto di amatrice, gli italiani non erano più Charlie: molti di essi hanno velocemente riposto in un cassetto la tanto declamata “libertà di espressione” sostituendola con la sciocca convinzione che vanno bene le prese per il culo, basta che non ci tocchino personalmente.
Ah sì? Beh, non è così che funziona la satira.

giorgio montanini
giorgio montanini

Lo spettacolo

Durante lo spettacolo ho riso, tanto, fino alle lacrime. Mi ha colpito soprattutto la bravura di Montanini nel parlare ininterrottamente per più di novanta minuti: penso che dietro tutto ciò ci sia un lavoro enorme, tanta preparazione, tantissima cultura e ovviamente una predisposizione e un talento naturale nell’arte della parola e dell’oratoria.
Alla fine dello spettacolo rimani divertito ed estasiato, sì, ma allo stesso tempo Montanini ti ha infilato in testa delle convincenti questioni su cui riflettere. I temi affrontati durante il live fanno ridere, ma allo stesso tempo ti forniscono uno spaccato disarmante della società italiana.

Una cosa che mi ha colpito particolarmente è il “dopo” spettacolo. Parte di noi spettatori, dirigendoci verso l’uscita, ci siamo ritrovati lì fuori il teatro, chi fumando una sigaretta, chi finendo la sua birra. Con i miei amici abbiamo commentato lo spettacolo, facendo inevitabilmente riferimento alla religione, alla politica, alla mediocrità culturale che troppo spesso ci circonda nella vita di tutti i giorni, sui social, alla tv. Guardandomi intorno mi sono resa conto che i discorsi che stavamo facendo noi, erano condivisi da tutti: tutti stavano argomentando ciò che Montanini ci ha brutalmente urlato dal palco. Accantonando per un attimo la satira, il vero obiettivo di questi spettacoli, secondo me, è proprio il fare società, il creare un’identità condivisa, lontano dalla mediocrità del nostro tempo.

Se vogliamo definirla, la satira di Montanini porta ad una critica costruttiva; non sono solo parolacce insomma, ma molto, molto di più.

Tutte le foto sono state prese dalla pagina Facebook ufficiale di Giorgio Montanini, che trovate CLICCANDO QUI.

Giorgio Montanini a Nemico Pubblico.

Giorgio Montanini a Le Iene (uno dei miei monologhi preferiti; peccato per il pubblico troppo moralista per capirlo).

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